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Mercato di Brescia, gli operatori alzano le "barricate": dopo la decisione di trasformare il consorzio che gestisce la struttura in una società “in house” controllata dal Comune (che con il 42% delle quote guida la compagine), i grossisti hanno inviato giovedì sera una lettera di recesso proprio al socio di maggioranza. “Ci tolgono i diritti e non tengono in minima considerazione il nostro ruolo e noi agiamo di conseguenza”, dicono in sostanza gli aderenti  alla Fedagro bresciana. Che con quest’azione, le cui conseguenze sono tutte da valutare, si dissocia apertamente dalla politica dell’amministrazione comunale e contestualmente tiene a precisare di avere “un ottimo rapporto con l'attuale presidente di Brescia Mercati, Antonio Massoletti". I grossisti, recentemente, avevano commissionato uno studio dal quale era emerso che i costi di adeguamento dell'immobile sarebbero stimabili in circa otto milioni di euro, a fronte di un investimento previsto non superiore al milione di euro. Malumori sono riconducibili poi ai costi a carico delle aziende, ritenuti più alti della media.

E a testimoniare lo scollamento con la realtà nella quale operano, Fedagro Brescia organizza una visita al Mercato di Lione in programma mercoledì 18 e giovedì 19 aprile. Scopo della “missione”, incontrare il presidente Christian Berthe e i grossisti del Marché de Gros Lyon-Corbas “modello positivo che ha deciso di investire sulla riconversione delle attività in chiave moderna”. La struttura, puntualizza Fedagro, è in grado di garantire catena del freddo, movimentazione efficiente e logistica innovativa, abbattimento dei costi energetici e di gestione degli spazi di vendita/stoccaggio: “Queste strategie e decisioni hanno reso altamente competitivo e appetibile operare nel mercato per grossisti, fornitori, produttori locali e compratori del sistema distributivo finale come buyer della distribuzione organizzata, negozi e ambulanti, specialisti dell’Horeca, gruppi di acquisto solidale”. 

A Lione insomma, sottolinea Fedagro Brescia, “si è realizzata un’efficienza di filiera che si riflette con soddisfazione sul consumatore finale, che beneficia così di sicurezza dei prodotti, trasparenza del prezzo e non da ultimo dell’ampia offerta e promozione di prodotti del territorio. Logica conseguenza di questo è stata la creazione di prospettive imprenditoriali e l’aumento dei posti di lavoro qualificati”.

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Fonte ITALIAFRUITS del 9 aprile 2018