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una rubrica aperta a tutti i lettori

di Alfred Frei

Con questo numero diamo spazio a un nuova rubrica chiamata “pensieri liberi”. 

In un momento di particolare emergenza per le nostre strutture annonarie all’ingrosso e per il necessario rilancio di quelle al dettaglio, riteniamo doveroso aprire un confronto “libero”, senza condizionamenti di sorta, fra tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei Mercati e dei Centri agroalimentari: dai produttori, agli operatori economici e fino ai consumatori finali.

Occorre avviare un propositivo, franco e libero dibattito affinché sia riconosciuto, all’interno della filiera agroalimentare, il ruolo di queste strutture e anche per stimolare la consapevolezza dei consumatori sulla loro effettiva e accertabile utilità nel comparto agroalimentare.

Questo anche perché - come sostiene Valentino di Pisa (Presidente Fedagro) - “ fin da ora si notano segnali che indicano il rischio di un rapido generalizzato irriflessivo abbandono di queste strutture da parte delle componenti pubbliche senza curarsi troppo di predisporre linee direttrici per gestire al meglio questa delicatissima situazione che può generare gravi situazioni economico sociali”.

Un avviso pubblico per manifestazione d’interesse (apparso qualche giorno fa sulla stampa) finalizzato  alla vendita all’estero del know- how utile per la progettazione, realizzazione e gestione di mercati all’ingrosso mi induce però ad  esporre una considerazione: condividiamo l’iniziativa ma forse sarebbe giunto il momento che tutti gli attori della filiera, assieme, affrontassero un piano di interventi per il rilancio dei Mercati agroalimentari italiani

Molti sono i temi che da affrontare, come, ad esempio:

  • l’individuazione di una corretta prassi operativa per gli enti gestori,
  • la identificazione dei Mercati come imprese alimentari nell’ambito del riconoscimento di “servizi di interesse generale”,
  • il recupero delle funzioni del Direttore del Mercato come anello di congiunzione fra, da un lato le finalità privatistiche di efficienza e redditività delle imprese economiche e, dall’altro lato, le garanzie pubbliche per il loro funzionamento a tutela del consumatore,
  • l’inserimento dei mercati italiani in un “sistema” coordinato, a livello nazionale ed anche europeo, per la loro funzione di valorizzazione della produzione tipica di qualità del territorio, della trasparenza, della tracciabiltà, della sostenibilità ambientale.

Tuttavia ora ci sembra di particolare urgenza affrontare, in un ampio dibattito, in uno specifico  convegno (che l’Andmi ripropone da tempo) assieme a tutti gli attori della filiera, consumatori compresi e rappresentanti delle Istituzioni, le modalità di gestione dell’applicazione dei recenti decreti attuativi della legge 124/2015 (riforma della PA Madia) che possono generare effetti devastanti sul nostro comparto.
Invitiamo pertanto tutti a scriverci per avviare questo sereno e costruttivo confronto di idee.

 

Per eventuali domande  e suggerimenti:

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